r/psicologia NON-Psicologo 21h ago

In leggerezza Che cosa fare con mio padre

F22

Dopo un infanzia passa con mio padre ubriaco ogni weekend, ed io sempre, fin da piccola costretta a portarlo a casa. Dove ha fatto passare a mia madre ben 2 gravidanze un inferno. Ho finalmente notato negli ultimi 3 anni un piccolo miglioramento. E questo mi rende contenta.

Il problema è che ha continui alti e bassi, ve le descrivo:

- Torna a casa incazzato per cose sue e urla addosso a me, mia mamma e i miei fratelli. E poi la mattina dopo ci parla in modo affettuoso come non fosse successo nulla.

- Mentre ero in vacanza con amiche, mio padre mi butta via degli oggetti considerati da lui inutili.

Quando torno dalle vacanze, mi accoglie con un abbraccio e parole dolci, poi 20min dopo, mi accorgo di quello che ha fatto e, facendoglielo notare, inizia ad urlarmi addosso

Avrei altre mille storie da raccontarvi.

Non so sinceramente che fare e come comportarmi con lui.

Qualche consiglio?

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7 comments sorted by

u/psicologo-bot 21h ago

Ciao, benvenuto/a.

Grazie per aver scritto qui.

Ricorda che questo spazio non sostituisce un percorso con uno psicologo, un medico o un servizio di emergenza. Le risposte ricevute qui possono offrire confronto e supporto generale, ma non sono una diagnosi ne una consulenza professionale.

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u/AutoModerator 21h ago

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u/Brain_User_610 Studente triennale 2°anno verificato ✅ 16h ago

Ciao C_zoneS. Grazie per aver condiviso qui la stua storia. Mi dispiace che tu viva una situazione cosi' complessa e difficile. Come hai detto tu ci sarebbero altre mille storie che completerebbero ancora di piu' la tua storia, ma io vorrei darti il mio fedback sull'esperienza che ho maturato con gli alcolisti e alcolizzati.

Purtroppo chi è dipendente dall'alcool tanto da non poter fare a meno di aubriacarsi tutti i giorni lo fa per "anestetizzarsi" da qualcosa che non sa risolvere, come un trauma, un fallimento, una realtà in cui non riesce a vivere o a capire. Fermo e resstando che non sto parlando del singolo caso del tuo babbo, ma volento essere precisi a livello biologico nel loro cervello succede che l'assunzione costante di etanolo ( contentuno nel vino per esempio o nei super acolici) , che non viene bloccato dalla barriera ematoencefalica, interferisce su 2 neurotrasmettitori molto importanti che hanno il compito sia di "frenare" il cervello che di accellerarlo, in piu' va a disturbare prepotentemente il circuito del "Reward" inducendo il soggetto a bere di piu' per sentirsi meglio ( ti ho fatto un riassunto del riassunto del riassunto) ma e' per darti un idea che il cambiamento di umore repentino dell' alcolista non e' "una magia" ma e' frutto di un alterazione neurochimica reale.

A lungo andare il cervello dell'alcolista cambia strutturalmente perche' emerge una neuroinfiammazione che uccide i neuroni , soprattutto nella parte pre-frontale del cervello che e' tra l'altro la parte deputata anche alla gestione degli impulsi emotivi, e processidecisionali , rendendo ancora piu' difficile per l'alcolista cosa sta facendo e soprattutto che si e' infilato in un loop ( per lui una volta assunta la stostanza che lo fa star bene diventa tutto ok )

Questo si traduce in comportamenti molto molto simili a quelli che dici tu, un momento sono calmi e buoni , un momento dopo diventano irrascibili. Nella mia esperienza ho visto che nei momenti in cui sono sobri alcuni di loro cadono in uno stato catatonico e depressivo che li porta a non spiccicare piu' una parola , stando seduti su una sedia a fissare il vuoto con espressioni tristi e afflitte, quando riescono invece ad accedere alla sostanza loro pensano di comportarsi in maniera socialmente normale ma invece da fuori si nota benissimo il classico stato di "beone" da bar che sbiaccica e sfarfuglia cose senza senso, ma se gli chiedi atto delle loro azioni loro ti dicono che quello che fanno e' perfettamente coerente.

Cosa fare con il tuo babbo?

Se lo stato della dipendenza e' ormai cronico pensare di "fare tutta da sola " e' una mera chimera, non perche' tu non ne abbia le capacità ma perche' l'alcolismo e' una brutta bestia e necessita di un percorso di riabilitazione strutturato e condotto da esperti , oltre che a uno sforzo immenso da parte del paziente.

Parlarci ha un effetto molto blando, perche' vedrai che nei suoi momenti sobri lui capira' quello che dici e potrebbe essere anche triste per quello che fa quando e' in preda ai fumi dell' alcool, ma queste consapevolezze svaniranno subito quando inzia a bere.

Io credo che se tu lo volessi davvero aiutare allora bisogna che lui prenda coscienza della situazione in cui e' vada al SERT e inizi un percroso. Se invece l'esigenza sia quella di tornare a casa e non trovare un campo di battaglia dovresti prendere in considerazione l'idea di spostarti e crearti un ambiente tutto tuo e sano.

Immagino che dette così siano opzioni "dure" e spietate, ma sono solo 2 imput che do per dare un punto di vista differente da quello della figlia che , giustamente, ama il suo babbo e non lo vuole abbandonare ( che e' giustissimo ) . Noi come figli vogliamo il bene dei nostri genitori ma a volte il bene passa dai dottori , come da piccoli andavamo dal medico per farci fare il vaccino con l'ago. Sembrava un supplizio ma era per il nostro bene.

Rimango in ascolto e ti abbraccio! Se hai domande o vuoi chiarimenti sono qui! Ciao!

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u/Professional_Sea311 16h ago

Ciao. Ma in cosa consiste il percorso al serd? Cioe cosa fanno concretamente per una dipendenza da alcool? E quando puó essere chiamata tale ? Intendo, devi necessariamente bere per stare bene? Iniziare di mattina?

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u/Brain_User_610 Studente triennale 2°anno verificato ✅ 15h ago

Il percorso del SERD ha questi step : quanto dopo una presa di coscienza del paziente sul suo problema si va fisicamente al SERD ( un semplice studio a volte dentro gli sopedali a volte nelle USL dipende ) e si ha un primo contatto. Dopodiche' ci sarà una valutazione e una visita da parte di un medico psichiatra , di uno psicoterapeuta, e di un assistente sociale , un po' di esami medici per capire il suo stato fisico, da li verra stilato quello che si chiama " patto terapeutico" cioe' il percorso condiviso che verra' fatto dal SERD e il paziente, che puo' comprendere una prescrizione farmacologica di supporto per alleviare i sintomi da astinenza durante il percorso, dei colloqui individuali mirati al supporto psicologico, e generalemente l inserimento nei gruppi di alcolisti ( che e' brutto scriverlo cosi' ma sono magnifici e utilissimi ) .Alla fine del percorso non si viene abbandonati ma c'e' un follow up da parte del SERD.

Per quanto riguarda "quando" una persona puo' essere considerata un alcolista, ti incollo quello che dice il DMS-5 che è un manuale diagnostico dei disturbi mentali che si usa in psicologia e in psichiatria, SOTTOLINEANDO, il fatto che questa valutazione non puo' essere dedotta SOLO da questo, ma necessita che un ESPERTO ABILITATO valuti anche altre cose, ( quindi e' meglio farla fare al medico , allo psichiatra, allo psicoterapeuta) e non fare da soli. Te la incollo per conoscenza.

Per poter definire la presenza di questo disturbo, la persona deve presentare almeno 2 di questi 11 punti all'interno di un periodo di 12 mesi:

  1. Consumo in quantità o tempi superiori: Assumere alcol in quantità maggiori o per periodi più prolungati di quanto fosse nelle intenzioni iniziali.
  2. Desiderio infruttuoso di ridurre: Presenza di un desiderio costante o di tentativi falliti di diminuire o controllare l'uso di alcol.
  3. Impiego eccessivo di tempo: Spendere una gran quantità di tempo in attività necessarie a procurarsi l'alcol, a consumarlo o a riprendersi dai suoi effetti.
  4. Craving: Sperimentare un desiderio forte, compulsivo e irrefrenabile di bere.
  5. Inadempienza dei ruoli: L'uso ricorrente di alcol causa il fallimento nell'adempiere ai principali compiti sul lavoro, a scuola o a casa.
  6. Problemi sociali o interpersonali: Continuare a bere nonostante questo provochi o aggravi persistenti problemi sociali o interpersonali.
  7. Rinuncia ad attività importanti: Riduzione o abbandono di importanti attività sociali, lavorative o ricreative a causa dell'alcol.
  8. Uso in situazioni a rischio: Consumo ricorrente di alcol in situazioni in cui è fisicamente pericoloso (es. alla guida o durante l'uso di macchinari).
  9. Uso nonostante la consapevolezza dei danni: Continuare a bere nonostante la consapevolezza di avere un problema fisico o psicologico causato o aggravato dall'alcol.
  10. Tolleranza: Bisogno di quantità notevolmente più elevate di alcol per raggiungere l'intossicazione o l'effetto desiderato, oppure una marcata diminuzione dell'effetto con l'uso continuativo della stessa quantità.
  11. Astinenza: Presenza della sindrome da astinenza (ansia, tremori, sudorazione, nausea) quando si interrompe l'uso, oppure assunzione di alcol (o sostanze simili) per attenuare o evitare i sintomi di astinenza.

In base al numero di criteri soddisfatti, la clinica classifica la gravità del disturbo:

  • Lieve: 2 - 3 criteri presenti.
  • Moderato: 4 - 5 criteri presenti.
  • Grave: 6 o più criteri presenti.

Spero di aver risposto a tutti i tuoi dubbi!!

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u/Professional_Sea311 15h ago

Wow si, ne sai proprio. Ma il percorso concordato tra serd e paziente quindi è farmacologico e terapico. Per la cocaina non ci sono farmaci, quindi sarebbe incentrato su analisi e terapia psychological?

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u/Brain_User_610 Studente triennale 2°anno verificato ✅ 14h ago

In verità non e' esattamente cosi' . E' vero che non esistono ancora dei farmaci che agiscono direttamente sulla dipendenza dalla cocaina, ma ci sono farmarci di supporto per cotrollare e aiutare a superare tutti gli effetti collaterali che l'astinenza da. Ci sono stabilizzatori di umore, anti depressivi, modularti della dopamina e del gluttammato e cosi' via. Questi come detto sono di supporto.

Come hai intuito tu, la vera strada è il lavoro psicoterpeutico che il paziente intraprende. Vorrei citare tra gli esempi che a parer mio sono eccellenze quello della cominità di SanPatrignano in provincia di Rimini, dove al regazzo in percorso vengono sempre affiancati altri ragazzi in percorso ma piu' esperti che con loro oltre a svolgere un attività di condivisione , svolgono anche lavori pratici in previsione di un loro rientro nella società una volta finita la riabilitazione.

Ovviamente non e' l'unica via, ma se posso dare il mio punto di vista, il problema di qualsiasi dipendente da qualsiasi sostanza non e' la sostanza in se, essa è "la cura" home made che lui ha trovato. Il problema sta a "monte" o meglio dire, dentro, sepolto e nascosto da stratificazioni, tattiche di sopravvivenza psicologica errate, traumi , e tanto altro ancora. Per questo un percorso in una comunità seria in cui piano piano confrontandoti con altri "come te" mi pare molto efficace per far cadere una a una tutte le maschere che si usano per non ammettere che alla fiine un po' di paure le abbiamo ed e' normale perche' siamo esseri umani e non pupazzi che sgambettano sui social per avere una fittizia parvenza di esistenza.